“Art and climate change”

All’interno di Crossing the sea, viene aperto uno spazio virtuale di dialogo e connessione tra Italia e Australia sul tema del cambiamento climatico, della sostenibilità ambientale e del ruolo degli artisti nella comunità. Ruggero Franceschini, la Compagnia Madalena Reversa e Teodoro Bonci del Bene en- trano in contatto con Sandra Thibodeaux, Katerina Kokkinos-Kennedy, Henrietta Baird e Joshua Thom- son: tutti gli artisti hanno fatto del tema sostenibilità il centro della loro ricerca artistica, affrontando il tema da angolature differenti e con format e processi molto diversi.
Il processo di scambio informale permette agli artisti di approfondire come la ricerca artistica possa parlare dell’argomento e accompagnare il pubblico e i territori verso l’adattamento. La riflessione si allarga anche al processo produttivo stesso, per ragionare su come l’intera pratica creativa debba evolversi per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
A conclusione del percorso, viene organizzato un evento online, aperto a tutto il partena- riato e a tutti gli artisti italiani coinvolti in Crossing the sea. Nella prima parte, sono presentate le diverse ricerche e proposte artistiche del gruppo; nella seconda, si apre il dibattito su come affrontare l’emergenza climatica nel settore dello spettacolo dal vivo.

KIAC @ Marche Teatro and Anghiari Dance Hub, Italia

La coreografa e danzatrice giapponese Moto Takahashi viene selezionata da Kinosaki International Art Center per trascorrere un periodo di residenza e formazione in Italia.
Moto ha prima l’occasione di concentrarsi sulla propria ricerca e sul proprio “Solo” a Polverigi, ospite di Marche Teatro presso Villa Nappi; l’artista, impegnata anche sul fronte della videodanza, realizza anche dei brevi video nell’incasato medievale del paese.
Durante la permanenza ad Anghiari Dance Hub, Moto approfondisce invece la drammaturgia della danza grazie al seminario con Guy Cools e col supporto di Saya Namikawa, collaboratrice di KIAC in Italia.

Andrea Costanzo Martini @ Cambio Festival, Brasile

Andrea Costanzo Martini viene ospitato da Cambio Festival per una residenza di scambio pratiche con gli artisti locali, che comprende anche lezioni aperte, la presentazione del suo solo “Trop” e incontri col pubblico e la realtà del territorio.
Il coreografo ha selezionato, insieme alla direzione di Cambio, 5 partecipanti che sono stati presenti ad una serie di prove di 4-5 ore l’una. Ogni prova comprendeva una lezione con Andrea Costanzo Martini, seguita da qualche ora di ricerca coreografica. Il lavoro creato è stato poi presentato nella forma di una condivisione semi formale nel Teatro di “Cidad dos Atores”.

“La ricerca coreografica ha toccato sopratutto il tema della famiglia. Storie personali, riflessioni, domande esposte sia in maniera verbale che fisica e immagini estrapolate da memorie personali sono andate a creare questo breve pezzo di circa 13 minuti. Il valore di questo incontro è andato ben al di là della ricerca fisica ed artistica di per sé.”

“Ho conosciuto una realtà completamente diversa da quella in cui sono abituato a lavorare, di cinque performers provenienti da background sociali ed economici estremamente differenti. Ho avuto la possibilità di toccare la realtà di un paese segnato da contraddizioni estreme attraverso la lente della creazione artistica e della danza. I nostri incontri si sono estesi oltre l’orario prestabilito per scoprire cosa voglia dire essere un attore, un danzatore in Brasile. Ho avuto la fortuna,tra le altre cose, di assistere ad una Samba e ad avere una dettagliata esposizione del valore del Carnevale a Rio da un danzatore che ogni anno vi partecipa attivamente.”

“La mia impressione più forte è stata quella di una comunità veramente dinamica e creativa alle prese con una situazione economica assolutamente disastrosa (specialmente negli ultimi quattro anni) e completamente dipendente da sé stessa che tenta di raggiungere le comunità più isolate e meno abbienti della città . Una comunità animata dal desiderio di scambio , di incontro, e di significato.”

mk & Seoul Institute of the Arts @ Armunia, Italia

Dopo la permanenza della compagnia mk a Seoul in giugno, è la volta dei danzatori coreani di raggiungere l’Italia per una residenza ad Armunia.
Il gruppo ha rielaborato in modo personale le metodologie apprese da Michele Di Stefano, che li raggiunge come tutor a Rosignano Marittimo. Il risultato finale della residenza è presentato a Spoleto, grazie alla collaborazione tra Seoul Institute of the Arts e La Mama Umbra.

“L’adesione e l’entusiasmo dei partecipanti sono stati indubbi, supportati dalla preziosissima complicità del prof. Andrea Paciotto e della coreografa Aeh Soon a Seoul, e di Angela Fumarola direttrice di Armunia.

Oltre che rafforzare il legame con l’Institute of Arts e con il progetto culturale di Armunia, la doppia esperienza della trasferta estera e della residenza italiana ci ha anche permesso di conoscere diverse compagnie e protagonisti della danza contemporanea coreana, in vista di ulteriori sviluppi che questo progetto ha immediatamente sotteso.

Ilenia Romano @ Sarayyet Ramallah, Palestina

Ilenia Romano viene ospitata da Sarayyet Ramallah durante la loro programmazione estiva, dedicata a far conoscere il mondo dello spettacolo dal vivo alla popolazione locale e a favorire la presenza di artisti qualificati in Palestina, perchè possano lavorare con bambini, adolescenti e giovani.
La permanenza di Ilenia viene bruscamente interrotta a causa dell’intensificarsi delle ostilità a Gaza, che rendono più prudente allontanarsi dal Paese. L’esperienza è fonte di confronto con artisti e partner e sia Sarayyet che Ilenia esprimono il desiderio di continuare la collaborazione al più presto.

“Sin dal mio arrivo a Tel Aviv, nel tragitto in taxi verso Ramallah, ho capito che sarebbe stata un’e- sperienza particolarmente intensa.
Quei paesaggi, le persone, già mi si stagliavano addosso senza possibilità di sottrarmi.
Passare attraverso i check points preparata preventivamente dai suggerimenti del mio accompa- gnatore mi ha subito aperto gli occhi sulla complessa situazione politica di cui tutti sappiamo ma che assume tutt’altra portata quando la viviamo sulla pelle.

Io e il tassista ci fermiamo a comprare la frutta per la sua famiglia, poi proseguiamo per l’hotel. Stranamente mi sento a casa.”

“Mi ha colpito la gentilezza e il rispetto che tutti mi hanno sempre mani- festato, anche con gesti e doni inaspettati. Ovunque io andassi ho sempre sentito attorno a me cuori aperti all’accoglienza.”

“Nei primi due giorni di conoscenza del gruppo, attraverso il lavoro pratico, capisco che devo rivedere modi e obiettivi della mia ricerca e probabilmente le motivazioni per cui mi trovo lì.

Cerco di modellare la mia ricerca in modo da poter trattare le questioni tecniche imprescindibili, lascio ai più piccoli maggiore libertà di giocare con le mie proposte interagendo fisicamente con loro di continuo (il linguaggio del corpo è l’unico con cui possiamo capirci), creo dei piccoli games di movimento che possano divertirli legati ai temi d’indagine, lascio un piccolo spazio di composizione alle ragazze più grandi per potermi dedicare a ciascuna curandone tecnica ed interpretazione nello specifico. 

Sento che il loro interesse e il loro modo di partecipare cambiano giorno dopo giorno… Forse ho trovato i canali giusti.”

Saluto tutti, mi invitano a tornare l’anno prossimo, mi dicono che quella è la mia seconda casa. La sensazione che avevo avuto al mio arrivo trova conferma nelle loro parole.”

Compagnia mk @ Seoul Institute for the Arts, Seoul

Il coreografo e direttore artistico Michele Di Stefano parte per la Corea insieme ai danzatori Francesca Ugolini e Sebastiano Geronimo, tutti ospiti di Seoul Institute of the arts, centro di alta formazione per lo spettacolo dal vivo e la ricerca creativa.
Durante la permanenza in Corea, la Compagnia lavora alla nuova produzione “Sfera”, coinvolgendo nel processo gli studenti dell’Institute e condividendo con loro la metodologia di lavoro. La Compagnia è inoltre ospite ad una serie di appuntamenti di networking che permette loro di conoscere altri professionisti della zona.
La residenza si conclude con una presentazione pubblica finale.

“L’idea di costruire insieme agli studenti dell’Institute of Arts di Seoul un percorso performativo – oltre che formativo – a partire dal sistema coreografico che è alla base di uno dei più recenti lavori della compagnia mk si è rivelata immediatamente fruttuosa, ed ha permesso in poco tempo un approfondimento di temi e dinamiche davvero notevole.”

“Per me e i miei collaboratori si è trattato di un ambito di ricerca che ha portato i suoi frutti anche all’interno del percorso della compagnia, in vista del recente debutto della nuova produzione, Sfera.”

Annamaria Ajmone @cont-act contemporary dance festival, Singapore

Annamaria Ajmone raggiunge Singapore per la seconda parte del progetto Grey Space, un percorso sperimentale che vuole lasciare spazio alla sperimentazione e approfondire le possibilità di accompagnamento e relazione tra artisti e produttori.
Il progetto è ideato e promosso da T.H.E Dance Company, Singapore, e prevede che artisti di diverse nazioni possano radunarsi in un contesto accogliente e a loro congeniale per incontrarsi, presentare le proprie pratiche, verificare la possibilità di trovare temi e dinamiche comuni su cui lavorare.

Per identificare gli artisti, è stata creata una rete internazionale informale: oltre a Crossing the sea, ne fanno parte Oduro Akita International Dance Festival (Giappone), Hong Kong Dance Exchange (Hong Kong), Contemporary Dance Exchange (Macao), Indonesian Dance Festival (Indonesia), BIPAM Bangkok International Performing Arts Meeting (Thailandia), Arabesque Dance Company (Vietnam).

Nel 2021, gli artisti hanno effettuato una residenza digitale; nel 2022, si sono finalmente incontrati per lavorare insieme per due settimane, al termine delle quali hanno presentato un work in progress. Annamaria ha lavorato sul tema della “radio therapy”, nato dalla fusione di idee con Pakhamon Much Hemachandra (Thailandia) e Nguyen Chung (Vietnam): ne è nata una performance / installazione immersiva, in cui il pubblico è invitato a prendere parte alla “terapia” muovendosi liberamente in uno spazio.

Per il 2023, si vuole verificare l’interesse dei partner ad ospitare un successivo momento di lavoro degli artisti per finalizzare la creazione.

“Guardare i grattacieli è una delle cose più belle, se un po’ ti piace l’architettura, ma sovrana è la giungla che comunque si ribellerà. L’erba rampicante che mangia le autostrade (che ogni anno immagino rimettano apposto) mi parla di questo, di quello che c’è dove forse non ci dovrebbe essere. Le radici delle piante spaccheranno l’asfalto, divoreranno la città?

“Avevo incontrato Much e Chung già qualche volta online. Ci siamo scelti, in maniera casuale, e forse per fascinazione reciproca. Ma incontraci a Singapore in qualche modo ci ha spiegato anche perché ci siamo scelti. Forse proprio per la nostra “sconvenienza”.”

“È stato bello e difficile. Bello, perché credo nel valore di tutti i progetti di scambio, scambiarsi dei saperi e farli circolare; credo nella circuitazione delle informazioni, credo che l’arte debba essere fluida, e noi con lei. Un pensiero ecologico, creare da ciò che già esiste, non c’è nulla di nuovo, ma differenti manifestazioni.

“Siamo arrivati al giorno prima senza sapere bene cosa avremmo presentato e poi abbiamo scelto di fare una scelta esperienziale, condividere con gli altri l’esperienza che stavamo facendo noi. Non so se quella sia la forma definitiva, ma sicuramente è la forma che in quel momento era pensabile e giusta per noi. Sono stata molto felice che siamo riusciti ad essere così onesti con la nostra ricerca.”

Marco D’Agostin @ Ramallah Contemporary Dance Festival

Marco D’Agostin raggiunge Ramallah per una residenza di riallestimento, un workshop e la presentazione di un suo spettacolo. Durante la sua permanenza infatti l’artista ha avuto a disposizione il supporto del Festival per riportare in scena “Everything is ok”; parallelamente, ha proposto ad artisti locali ed ospiti del festival un momento di scambio pratiche dedicato a corpo e memoria.

“Ultimo tramonto su Ramallah. 
La luce indora l’aria. 
Da lontano i grattacieli di Tel Aviv ci ricordano che non partono solo aerei ma anche missili. Che qui i confini sono una roba vera e pesante che non si attraversa. 

Spettatori in controluce dopo l’uscita da teatro. 
Andare ancora a teatro. Andare sempre a teatro. Danzare su tutte queste ombre pesanti, questi tonfi, questi dolori. Ancora un tramonto, ancora danzare. “

UnterWasser @ Ramallah Contemporary Dance Festival

La compagnia UnterWasser sbarca in Palestina per prendere parte al Ramallah Contemporary Dance Festival. Durante la loro permanenza, Giulia De Canio e Valeria Bianchi hanno realizzato un workshop sulla manipolazione della carta con gli artisti locali e hanno presentato le loro “scatole”, suggestive installazioni per uno spettatore alla volta.

“Siamo cadute tra le rocce di Ramallah e abbiamo visto spettacoli, bevuto Arak e mangiato hummus, ascoltato racconti.
Abbiamo riprovato la sensazione infantile di non comprendere la lingua, l’alfabeto, il valore delle monete.
Abbiamo saputo di passaporti che non servono a nulla, di persone che vedono il mare dalla finestra ma non possono raggiungerlo, di un atelier permanente di arte fondato nel campo di Shatila, dove 40 anni fa esatti sono avvenuti massaccri inauditi e dove oggi ragazzi e ragazze ogni giorno si formano insieme, lavorano, sperimentano tecniche artistiche e teatrali.
Abbiamo osservato dal finestrino degli aerei e notato come da lassù non si vedano linee di confine disegnate sulle montagne, sui mari.”

Crossing the sea online showcase @ YPAM

Con il perdurare del blocco alla mobilità, YPAM organizza la sua edizione 2021 in formato ibrido, utilizzando la piattaforma Snapchat per connettere artisti e operatori da tutto il mondo.
“Crossing the sea” è invitato a proporre uno showcase digitale dei propri artisti, che rimangono “in scena” per tutto il mese di dicembre: Collettivo Cinetico, Andrea Costanzo Martini, Dewey Dell, Nicola Galli, Salvo Lombardo, mk, Ludovico Paladini, Panzetti Ticconi e Sotterraneo.

Durante il programma degli incontri, viene realizzata una presentazione del progetto per gli operatori e anche un evento congiunto con Kinosaki International Art Center, con cui nel 2022 sarà realizzato uno scambio di residenze tra Italia e Giappone.