Il collettivo è composto da Rama e Chimele (Michele Magni e Mara Kitharatzis), duo di clown, e dalla regista Alice Sinigaglia. Il loro lavoro mette in dialogo clownerie, musica dal vivo e pratiche del teatro contemporaneo, dando forma a un linguaggio ibrido fondato sull’incontro tra istinto e costruzione, corpo e drammaturgia.
Rama e Chimele affondano le radici nella pratica del teatro di strada e del clown fisico, sviluppata sotto la guida di Jean Meningue, pedagogo francese di scuola Décrou. Il loro linguaggio nasce dal rapporto diretto con il pubblico, dall’improvvisazione e dal rischio, e intreccia una matrice mediterranea — popolare, rionesca, istintiva — a una dimensione più poetica e sospesa. La piazza rappresenta per loro un terreno primario di ricerca, in cui l’energia collettiva diventa materia scenica. In questo contesto si inserisce anche la musica dal vivo, con il violino come presenza drammaturgica attiva, e un interesse costante per le tradizioni del teatro popolare e di strada, incontrate anche in contesti extra-europei.
Il lavoro del duo dialoga con lo sguardo registico di Alice Sinigaglia, artista proveniente dal teatro contemporaneo, la cui ricerca si muove attorno alla relazione tra animalità, schiettezza e costruzione formale. L’incontro tra queste pratiche genera una tensione fertile che mette in crisi i codici della clownerie senza snaturarne la forza originaria, aprendo il lavoro a una dimensione più stratificata sul piano drammaturgico e compositivo. Ne nasce un campo di ricerca condiviso, in cui eccesso e misura, impulso e struttura, convivono come forze complementari.
Il collettivo intende sviluppare progetti che prendano avvio dall’esperienza personale per aprirsi al confronto con comunità e territori diversi, concependo la creazione come un processo in trasformazione. Il lavoro in residenza e la dimensione internazionale rappresentano un contesto privilegiato di ricerca, in cui l’attraversamento geografico e culturale diventa parte integrante della pratica artistica.

