Domenico Garofalo @ CCDC, Cina

Domenico Garofalo è stato ospite di CCDC Festival in qualità di operatrice under35, accompagnato da Angela Fumarola, direttrice artistica di Armunia, e Maurizia Settembri, direttrice artistica di Fabbrica Europa.
City Contemporary Dance Company è una compagnia di danza contemporanea ed organizzatrice dell’omonimo festival con sede ad Hong Kong e attività diffuse in mainland China. All’attività produttiva affianca il China Dance Development Programme, dedicato al supporto dei linguaggi contemporanei e allo scambio nazionale e internazionale. I progetti realizzati vanno dalla promozione delle performing arts asiatiche in rete con altri soggetti e Paesi (come la piattaforma HotPot Dance, con SIDance e Yokohama Dance Platform) a un lavoro capillare sul territorio con artisti e pubblico locale (China Dance Stations).
Grazie alla presenza al Festival, Domenico Garofalo ha potuto partecipare alla programmazione artistica e al networking con diverse realtà internazionali, nonchè approfondire la conoscenza degli artisti locali. Precedentemente, Domenico Garofalo è stato ospite di Oriente Occidente durante le giornate dedicate al progetto “Le vie della Seta”.

Il periodo del festival è coinciso con i numerosi scontri e le proteste portate avanti in città tra novembre e dicembre. (…) I giovani artisti incontrati in quell’occasione mi hanno restituito uno spaccato importante e unico della vicenda che mi circondava e molto è stato detto su come e quanto queste proteste e la conseguente reazione da parte del governo stessero influenzando e polarizzando la visione artistica e politica di tanti giovani artisti e performer di Hong Kong e non solo. Questi incontri sono stati senza ombra di dubbio interessanti e stimolanti anche nell’osservare come le situazioni contingenti influenzino la ricerca e i linguaggi di una generazione di giovani artisti.

L’organizzazione aveva un programma preciso e ben scandito, tra le perfomance in scena al festival e le presentazioni di lavori work in progress di giovani coreografi. Soprattutto gli studi presentati, pur nella loro eterogeneità, rispondevano in molti casi a un evidente urgenza di ricerca ed espressione che in alcuni raggiungeva dei picchi interessanti. Parte importante è stato ovviamente il confronto con gli ospiti italiani e internazionali che mi ha permesso di incontrare nuovi operatori e rinsaldare il rapporto con altri che avevo già avuto il piacere di incontrare in precedenza. In alcuni casi si sono gettate le basi per dei progetti che potrebbero andare avanti dal prossimo anno.